Sicuramente 300 anni fa l’olio di oliva non poteva avere il profumo e il sapore eccellente di un Extravergine D.O.P. Aprutino-Pescarese di oggi. Il gruppo di viaggiatori stranieri rimangono sorpresi  quando il Presidente del Consorzio D.O.P. Pescarese Aprutino, Dott. Silvano Ferri gli fa vedere un profondo buco nel pavimento del antico frantoio Trappeto Grande di Pianella, “qui  veniva fatto confluire il mosto oleoso prodotto con il torchio a vite in legno, l’olio essendo più leggero dell’acqua, veniva  “recuperato o pescato” semplicemente con una padella in superficie” spiega agli ospiti stupiti.

L’Olio di oliva è stato sempre una merce preziosa, le prime testimonianze sulla produzione di olio d’oliva tra Moscufo, Loreto Aprutino e Pianella risalgono addirittura all’epoca romana, ed è grazie ai monaci  Benedettini che ancora oggi coltiviamo la specie d’ulivo “Dritta”. La tecnica di produzione dell’olio d’oliva rimane sostanzialmente invariata fino all’inizio del 900.  L’asino che trottava per ore,  facendo girare le pesanti  macine di pietra sparisce solo con la scoperta dell’elettricità e solo intorno al 1925  grazie all’ingeniere Abruzzese Corradino D’Ascanio viene sviluppato il frantoio  moderno che impegna la pressa idraulica e il sistema di centrifuga per separare l’acqua dall’olio.

“ancora 50 anni fa, le olive venivano raccolte con le mani e portate al frantoio fino alla fine di gennaio – lì  ovviamente,  non venivano lavate” , siamo  d’avanti ai macchinari  del frantoio la Selva d’Abruzzo di Moscufo. Oggi, con l’igiene accurata, la lavorazione immediata delle olive  e una adeguata conservazione dell’olio è possibile raggiungere un livello di qualità dell’olio che in passato era completamente impensabile.

Dopo la romantica cantina con le volte a crociera dell’antico frantoio, il capannone alto e luminoso  del frantoio moderno con i suoi macchinari lucidi sembrano usciti da un mondo estraneo. Ma le ottime spiegazioni del Maestro frantoiano convincono subito i tedeschi dai vantaggi  della produzione di un olio di oliva nel frantoio moderno. Qui  è possibile evitare un eccessivo contatto con l’area, così l’ossidazione dell’olio può essere limitata, si può avere un perfetto controllo della temperatura nel ciclo di mischelamento della massa di olive e  il sistema di centrifuga per la separazione acqua-olio sicuramente non ha niente a che fare con il sistema antico  della padella che pesca l’olio che galleggia sull’acqua.

Oggi l’olio di oliva extravergine di qualità viene conservato in cisterne di acciaio inox sotto azoto a temperatura controllata, così il straordinario sapore fruttato del nostro olio D.O.P. Aprutino-Pescarese rimane conservato per diversi mesi.  “sarebbe da tornare a Novembre”  dice Stefan a sua moglie Sabine, ambedue dal Nord della Germania   “voglio assolutamente assaggiare  questo olio nuovo,  che dici ci vogliamo prenotare? …”